il corso è guidato da Emy
Blesio-Gayatri Devi
MEDITAZIONE
La meditazione, equilibra la mente dando maggior chiarezza,
lucidità, e aumentando le capacità mentali.
MANTRA
Un appropriato mantra aiuta a calmare ed equilibrare la mente. Stimola
i centri psichici. Sincronizza i due emisferi cerebrali. Aiuta a
superare depressione e stati d’ansia.
PRANAYAMA Una
buona respirazione è alla base della meditazione.
Ma che cos’è la meditazione? E, soprattutto, che cos’è la meditazione orientale?
LA
MEDITAZIONE ORIENTALE

In sanscrito la meditazione è
conosciuta con la parola dhyana, ossia il flusso che scorre nella mente
verso l'unificazione con la Coscienza Cosmica.
La pratica della meditazione viene insegnata dai maestri orientali
attraverso alcune forme di dhyana.
Con il tempo, e con il progresso individuale, vengono impartite
ulteriori lezioni per aiutare a penetrare più profondamente
nella meditazione.
Queste pratiche profonde includono tecniche di pulizia dei chakra (i
centri psichici), e delle nadi (canali di energia) utilizzando
Pranayama (il controllo del respiro) e Mantra (formule psichiche).
Queste tecniche hanno principalmente la funzione di purificare
gradualmente vari stati della mente, e risvegliare la grande energia
latente in noi.
La meditazione orientale è molto diversa da quella
occidentale. In occidente si medita su una frase, si analizza, si
specula e, secondo me questa fase è molto importante come
propedeutica alla meditazione orientale.
La meditazione orientale, invece, tende all’astrazione, alla
sospensione di ogni lavorio della mente. Una trascesa di tutte quelle
funzioni della mente che a primo acchito paiono importanti ma che sono
in realtà un disturbo per accedere alla conoscenza, una
Consapevolezza con la C maiuscola non limitata, non imbrigliata dal
comune senso sociale o dai limiti posti dal nostro involucro limitato.
Come si fa?
Ci sono molti modi per “entrare in meditazione”. Il
più semplice è l’utilizzo del Mantra.
La recitazione ripetitiva del Mantra implica
un’interiorizzazione immediata e profonda.
Oppure ci si può concentrare sul respiro (pranayama), in
modo da dare un compito solo alla mente abitualmente occupata in mille
distrazioni.
Ma, sono solo dei suggerimenti, perché ognuno ha il suo modo
per entrare, e rimanere, in meditazione.
È assurdo tentare di descrivere che cosa avviene durante una
meditazione, e anche molto sbagliato. Se un maestro spiega quello che
in lui avviene nella meditazione, l’allievo
rimarrà in perenne attesa di quella sensazione. Una tensione
che gli precluderà proprio l’immergersi nella
meditazione.
Ognuno avrà delle esperienze individuali perché
individuale è la sua esperienza, il suo background, le sue
caratteristiche genetiche.
E non deve nemmeno ricercare delle sensazioni.
La meditazione è un processo che porta alla consapevolezza
non al Lunapark!
Si comincia con il mettersi in una posizione comoda, colonna vertebrale
eretta, occhi chiusi; si porta l’attenzione sul respiro,
rimanendo piacevolmente immobili (in modo da non distrarre la mente),
dapprima guardando i pensieri che si affollano la mente rimanendone
distaccati, cioè non seguirli, osservarli come se fossero di
qualche estraneo, da spettatore, insomma, e, infine.........
lasciare che
la meditazione avvenga.
Hari Om Tat Sat
Emy Blesio
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